1

ospedale

VCO - 26-10-2019 - "Che disastro!"

Così il Comitato Salute VCO commenta la decisone presa dai vertici regionali su un nuovo ospedale a Domo ed un Castelli declassato. Tornando a chiedere il referendum consultivo, stando così le cose il Comitato prevede per entrambi gli ospedali (il vecchio castelli e il nuovo nosocomio domese) la chiusura.

In talune circostanze un vecchio motto popolare veneziano sostiene che "xe pejo el tacon del buso" (cioè è peggio la pezza che il buco che si voleva coprire) ed è ciò che oggi appunto il Presidente e l'Assessore alla Sanità della Regione Piemonte hanno realizzato nell'incontro con i Sindaci, le Organizzazioni Sindacali e i cittadini sulla nota vicenda dell'Ospedale unico a Ornavasso.

Con un triplo salto mortale carpiato all'indietro si sono tuffati in una piscina senz'acqua.
Hanno sostenuto - dati alla mano, a dimostrazione che si possono stiracchiare come si preferisce -che in un territorio come il nostro servono due ospedali (????), che però non possono gestire le emergenze-urgenze nello stesso modo (!!!!).
Quindi si farà nei pressi di Domodossola un "nuovo ospedale" con tanto di DEA di primo livello e "reparti obbligatori" annessi e il Castelli diventerà un piccolo e poco fornito ospedale con un Pronto soccorso su 24 ore. E' legittimo chiedersi quanto potrà durare.  
E questa sarà la sanità che dovrà gestire un bacino di utenza di oltre 100.000 persone, nella fascia da Cannobio ad Omegna e oltre, a cui vanno sommate gli oltre due milioni di presenze turistiche sul lago, contro le poche centinaia di migliaia dell'Ossola. Un controsenso.
C'è da dire "sogno o son desto?"
Per una volta che i Sindaci del VCO riescono a mettersi d'accordo per avere "un unico Distretto sanitario" (è successo almeno 3 anni fa) e concordano a larga maggioranza per "un ospedale unico a Ornavasso" (porta dell'Ossola) il Presidente Cirio disconosce questa realtà e accusa pesantemente il territorio di "immaturità" e di essere diviso senza capire che sarà la sua proposta a tornare colpevolmente a dividerci. Un territorio che non solo non conosce, ma che nemmeno ha consultato visto che non vi sono evidenze che lo certificano.
Anziché partire dalle necessità del cittadino, ci si inventa una soluzione terza, che non sta e non starà in piedi, solo per privilegiare la visibilità di qualche "ras politico" locale che dovrebbe sostenere invece le istanze di TUTTO il VCO.
Sulla sanità territoriale registriamo solo dichiarazioni fumose e generiche, senza una chiara linea strategica. Si dimostra di non conoscere ciò che già esiste e quanto si sta realizzando nel VCO di ciò che prescrive la legge "Balduzzi", che per questi signori pare una perfetta sconosciuta.
Che abbiano ben altre gatte da pelare e per altri sostanziosi costi da sostenere da qualche altra parte (vedi Città della salute a Novara) per cui il VCO può anche essere mandato alla deriva?
Qualcuno avrà forse motivo di sorridere, ma sappiano i cittadini tutti, ossolani  compresi, che questo insensato disegno provocherà rapidamente il declassamento e/o la chiusura di entrambi gli ospedali, impediti a vivere e  migliorare da una politica miope e senza adeguate strategie.  
Questo è il modo migliore per "farci emigrare tutti" a Borgomanero e a Novara e anche oltre.
C'e' un solo modo per capire se le proteste scatenate da questo annuncio abbiano un fondo di verita': consultare con un referendum i cittadini. Ne avranno il coraggio?

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.