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VERBANIA – 26.10.2019 – Silvia Marchionini

s'era preparata. Temeva che l'ospedale andasse in Ossola e, fedele alla linea del nuovo ospedale unico baricentrico, s'era preparata chiamando a raccolta i suoi. In tanti hanno atteso nella sala Ravasio del Tecnoparco l'annuncio della Regione sulla sanità, per poi protestare -in un paio di casi anche in maniera plateale- e aprire un dibattito che, anche nelle settimane a venire, si annuncia infuocato. “Una scelta scellerata, fatta su numeri raffazzonati e contro il buon senso e la volontà dei cittadini”, ha tuonato il sindaco di Verbania, parlando per prima e sfogando la sua rabbia contro il presidente della Regione Alberto Cirio “non mi ha fatto nemmeno una telefonata istituzionale di cortesia per comunicarmelo” e il capogruppo della Lega Alberto Preioni “che già prima dell'incontro aveva scritto su Facebook l'esito”. Toni e contenuti sono stati barricaderi, forieri di un'annunciata mobilitazione, perché – così Marchionini - “avete diviso il territorio, creando i cittadini di serie A dell'Ossola e quelli di serie B del Verbano e del Cusio”.

Cirio ha incassato le accuse ma è stato categorico nel ribattere: “voi volevate chiudere due ospedali in due città per farne uno a metà: noi ne teniamo aperti due, pubblici, e uno lo costruiamo nuovo. Non abbiamo ascoltato? Ascoltare non significa darti ragione”.

Contro l'asse del Verbano, che verosimilmente si comporrà in queste ore perché nessun sindaco dell'area è intervenuto nel dibattito, se non il cannobiese Gianmaria Minazzi per difendere la sua Casa della salute, si va creando quello cusiano-ossolano. Della necessità di un ospedale baricentrico ha parlato Luca Caretti, segretario generale della Cisl Piemonte orientale, e anche il presidente della rappresentanza sei sindaci Asl, il gravellonese Giovanni Morandi.

Se il primo cittadino domese Lucio Pizzi non ha deviato di un millimetro da quanto sostiene dal giorno della sua elezione “ero, sono e sarò per la difesa di Domodossola e dei suoi cittadini anche se non ho mai chiesto che si chiudesse Verbania”, in suo soccorso -per puntellare la scelta ossolana- è arrivato l'omologo omegnese Paolo Marchioni. “Omegna, seppur pacatamente, è sempre stata contro l'ospedale unico a Ornavasso – ha detto – mi impegno a portare questa proposta all'attenzione dei colleghi sindaci del Cusio”. “Ben venga, facciamolo subito”, ha detto Augusto Quaretta di Quarna Sopra. “Io qualche dubio lo nutro, anche perché non vorrei che in questo modo, togliendo un pezzo alla volta a Verbania, ci si convinca che debba essere privatizzato”.

 

 

 

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