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ferro sacco

TORINO – 18.06.2019 – Un pezzo di Lago Maggiore

nella serra torinese a 150 metri di altezza. Sono lo chef Marco Sacco (ai fornelli) e la barlady Cinzia Ferro (dietro al bancone) i nomi sui quali Intesa Sanpaolo ha puntato per rilanciare Piano 35, lo spazio dedicato al food & beverage ricavato nel grattacielo costruito dal gruppo bancario nel centro di Torino. Stamane s’è tenuta la conferenza stampa che ha presentato il nuovo progetto gestionale di Piano 35 (ma anche del 36° e 37° piano), al via con settembre.

Per Sacco, chef due stelle Michelin titolare del Piccolo Lago di Verbania, sul lago di Mergozzo, si tratta di un ritorno e di un rilancio. Fino all’anno scorso s’è occupato della cucina del Piano 35, per poi lasciare e, ora, tornare in proprio. Accanto a lui c’è Ferro, bar lady dell’Estremadura di Verbania, professionista pluripremiata e conosciuta nel settore. L’accordo prevede la gestione diretta di ristorante e lounge bar ma anche del 36esimo piano, pensato per mostre e iniziative culturali che stanno avendo un grande successo e che potrà essere affittato per eventi privati.

Nel grattacielo di Intesa Sanpaolo lavorano oltre 2.000 persone. Qui hanno sede la Banca dei territori, l’Innovation center, il centro di formazione al settimo piano e il nuovo polo assicurativo del gruppo, che intende sfruttare i due piani come una vetrina. “La prima volta che sono salito fin quassù – racconta Sacco –, istintivamente ho guardato il panorama e ho cercato le montagne che vedo ogni giorno dal mio Piccolo Lago, i miei punti di riferimento. Poi mi sono accorto di essere in un giardino e ho capito che c’è un filo invisibile che lega questo luogo a quello dove vivo, una specie di radice che si espande nel sottosuolo e che arriva fino a qui. Piano35 per me è proprio questo: un albero che affonda le sue radici nella medesima terra che calpesto ogni giorno da cinquant’anni”.

Al lounge bar del 37esimo e ultimo piano le farà compagnia Ferro, nome di prestigio nel mondo della miscelazione, la cui creatività è da sempre ispirata dalla sua passione per l’arte. “Sono felice per questa nuova, affascinante e stimolante sfida – afferma –. Non ho mai guardato niente e nessuno dall’alto in basso, ma stavolta mi toccherà farlo. Guardo Torino da quassù, la sua arte, la sua storia, i suoi giardini, i suoi tramonti, e lo faccio con occhi di nuova e intrigante passione. Sono certa che diventeremo amiche e le do quindi appuntamento a settembre ....ah, dimenticavo! Il bere lo porto io!”

Il ristorante manterrà 60 coperti e su tre differenti menù di quattro o sette portate: un menù Piemonte, uno Mediterraneo e uno chiamato “Piccolo Lago”. L’offerta per il pranzo si baserà invece su cinque box (di cui quattro salati e uno dolce) tra cui scegliere. L’obiettivo è quello di rendere l’esperienza accessibile a chiunque. Analoga idea di accessibilità presiede lo spirito del cocktail bar che, per chi lo desidera, può trasformarsi in uno spazio di degustazione vera e propria in cui l’art mixology di Ferro dialoga con la cucina di Sacco. 

 

 

 

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